La Compagnia Sacco di Ceriana

Ceriana (Im)

 

Un’esplosione di colori, un’insieme di piccole case che si inerpicano sulla collina, i suoni della natura e del paesaggio che si intrecciano a quelli della vita quotidiana degli abitanti: così si presenta Ceriana, borgo dell’entroterra imperiese. Il canto popolare della Compagnia del Sacco, che qui nasce nel 1926, può essere considerato non solo un testimone più che sincero della tradizione cerianesca, ma anche un valido portavoce delle polifonie del Mediterraneo.

La Compagnia del Sacco – composta da R. Lanteri, A. Lupi, G. Martini, N. Martini, C. Rebaudo, M. Lupi e M. Soldano – deriva il proprio nome dall’abitudine dei contadini di portare sulle spalle un sacco bianco contenente il pranzo. Questo aspetto fornisce un’informazione importante sull’origine della tradizione cerianesca: essa nasce – così come altri tipi di musica popolare – nell’ambito del lavoro in campagna; successivamente, i contadini che cantavano nei campi decisero di riunirsi in un gruppo organizzato, con uno statuto scritto, diventando i primi membri della Compagnia del Sacco.

Armonico e organico è il risultato che si presenta agli ascoltatori, ma frutto di una struttura articolata: i bassi di bordone producono un suono continuo di accompagnamento, sul quale si instaura il canto, introdotto, generalmente, dalla seconda voce di baritono; a quest’ultima si associa la prima voce – più acuta – del tenore. La sovrapposizione di tali timbri vocali fa insorgere un “cantino”, un’eco illusoria che ricorda la voce femminile.

Dall’aspetto della quotidianità derivano la maggioranza dei temi del repertorio profano, composto da ballate, serenate e incatenature da osteria, molte delle quali riguardano personaggi del paese e fatti realmente accaduti, come pettegolezzi sulle trame degli amanti, matrimoni combinati, discussioni tra famiglie per l’eredità, i consigli delle madri non graditi dalle figlie; non mancano, nelle ballate, le tracce dei rapporti tra il ponente ligure e la Francia.

Il repertorio sacro – del quale fanno parte canti come lo Stabat, il Mater o il Miserere – è legato al calendario liturgico e si intreccia a quello delle altre confraternite locali; la loro attività assume un grande rilievo sociale in tutta la regione, in quanto fornisce l’accompagnamento musicale a tutte le manifestazioni, alle quali invitiamo a partecipare tutti i lettori di TrallalerOnline, gli appassionati e anche coloro che ancora non ci conoscono, affinché possano avvicinarsi a questa forma di tradizione popolare, aiutandoci a mantenerla in vita.

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